Il lavoro con le costellazioni familiari, può attivare un percorso di liberazione personale rispetto ai nostri avi e genitori, si fonda su un processo chiaro e profondo: RICONOSCERE, ELABORARE, INTEGRARE.
Il primo passo è il RICONOSCIMENTO SISTEMICO perché al di là della qualità della relazione che si è avuta, è proprio attraverso la madre e il padre che è arrivata la vita, questo è un dato di realtà. Quindi è importante riconoscere il loro posto — come “i grandi” da cui proveniamo — non significa giustificare eventuali errori o sofferenze, ma ristabilire un ordine interiore, è importante riconoscere che quando smettiamo di rifiutare l’origine, smettiamo anche di rifiutare una parte di noi.
Il secondo passo riguarda i COMPORTAMENTI DISFUNZIONALI. I genitori reali possono essere stati assenti, critici, invadenti o feriti a loro volta. Il bambino ha fatto ciò che poteva per adattarsi, in questa fase è essenziale dare dignità al dolore, riconoscere le ferite e le strategie di sopravvivenza sviluppate, senza negarle né amplificarle per entrare ne terzo passaggio che è quello dell’INTEGRAZIONE DEL BAMBINO INTERIORE.
L’adulto di oggi può accogliere quel bambino ferito, distinguere il passato dal presente e restituire ai genitori ciò che appartiene alla loro storia. Questo permette di uscire dalla posizione di reazione o compensazione e di assumere una responsabilità nuova verso la propria vita.
Quando l’origine viene riconosciuta, il dolore elaborato e il bambino integrato, l’energia prima bloccata nel conflitto si libera. Non si tratta di idealizzare i genitori, ma di collocarli nel loro posto.
Il grande finale si può riassumere con questa frase finale: “La vita è arrivata fino a me attraverso di voi. Ora la porto avanti in modo consapevole.”
Ed è proprio in questo passaggio che il potenziale personale può finalmente esprimersi con maggiore libertà e maturità.